WellnessUn Week End all'insegna del benessere del relax...
...e della cura del corpo, con qualche piccola attività outdoor per godere dei panorami e delle bellezze della Valdigne...
Venerdì pomeriggio/sera: arrivo in Courmayeur, attraverso autostrada uscita dedicata circa 2 ore da Milano, sistemazione in hotel;
Sabato mattina: trasferimento a Prè St. Didier – Terme all’interno delle quali un piacevole percorso ci porterà al relax più totale (compreso nell’ingresso la fornitura di accappatoio, telo, ciabatte e prodotti cortesia, accesso al light buffet delle terme con frutta, prodotti da forno, infusi e succhi di frutta);
Sabato pomeriggio: trasferimento in Loc. La Palud presso Villa Cameron, sede della “Fondazione montagna sicura” per lavoro in aula su nivologia, meteorologia e strumenti GPS – con supporto Azienda Garmin;
Sabato sera: trasferimento in Val Ferret per l’escursione in Snow Bike a raggiungere Loc. La Vachey per cena tipica. Lungo l’escursione utilizzo degli strumenti GPS e messa in pratica delle nozioni apprese nel pomeriggio – possibilità di escursione a piedi/ciaspole (se necessario possibilità di trasporto con motoslitta);
Domenica mattina: Val Ferret per passeggiata con utilizzo pratico degli strumenti per sviluppo di ulteriori funzionalità degli stessi;
Domenica ora di pranzo: Morgex presso la Cave du Vin Blanc, dove si potrà degustare il vino bianco più alto d’Europa – presso il ristorante pranzo caratteristico;
Domenica pomeriggio: rientro a Milano con ingresso autostradale di fronte al ristorante;
Courmayeur, un Week End all'insegna del benessere, del relax... e della cura del corpo, con qualche piccola attività outdoor per godere dei panorami e delle bellezze della Valdigne..
Tour degli OrridiGli orridi, le gole e le forre scavate dai corsi d’acqua sono luoghi molto selvaggi, poco o nulla antropizzati, che costituiscono isole di autentico “wilderness” anche in aree profondamente trasformate dall’uomo. Per il susseguirsi di erosioni glaciali e fluviali, quasi tutte le valli laterali hanno l’aspetto di valli sospese, profondamente incise allo sbocco nella valle della Dora. L'erosione ha prodotto talora forme fantastiche, talora baratri spaventosi, uno spaccato del sottosuolo nel quale l'esperto riesce a leggere la storia della Terra.
Innumerevoli le zone che si prestano a emozionanti esplorazioni nella nostra regione, ad iniziare dall’orrido di Pré-Saint-Didier in cui sgorga l'acqua calda che alimenta le vicine terme. Oggi l'orrido è superabile anche con un'aerea traversata mozzafiato di un parco avventura. L’obliqua forra del torrente Colomba a Morgex è frequentata dagli amanti del torrentismo, così come le limpide pozze del torrente Rio Fer o dello Chalamy. Impressionante è la gola della Grand Eyvia superata dall’ardito ponte romano di Pondel. Assai noto e primo sito del genere a essere sfruttato turisticamente, è il Gouffre des Busserailles in Valtournenche, con le sue notevoli marmitte dei giganti. Meno conosciuto, invece, l'orrido di Betenda in Valpelline.
Alcune località hanno investito negli ultimi anni proprio nella valorizzazione di questi affascinanti quanto interessanti geositi. Nella valle di Champorcher sono stati realizzati tre percorsi lungo il torrente Ayasse che permettono di esplorare in sicurezza ambienti molto vari, carichi di suggestione e di grande interesse per gli appassionati di geologia. E' infatti nelle rocce più dure, contrariamente al sentire comune, che si formano le forre più profonde e verticali. Il tracciato nel comune di Pontboset - orrido del Rathus - si sviluppa attraverso antichi ponti in pietra, lungo un percorso che propone spunti di carattere storico ed etnografico. Numerose e profonde gole sono state formate dalla potente azione del torrente Lys. All'inizio della Valle di Gressoney si può ammirare un impressionante orrido dal ponte di Moretta, ponte in pietra a schiena d'asino, realizzato nel settecento lungo l'antico chemin de la Vallaise che unisce Tour d'Héréraz col capoluogo di Perloz. Più a monte é suggestivo il percorso segnalato allo stretto Gouffre de Guillemore - poco a monte di Fontainemore - attraversato da un piccolo ma affascinante ponticello in pietra. Questi luoghi così inconsueti e repulsivi, secondo la tradizione erano popolati da fate, draghi e altri personaggi fantastici. A questi abissi sono infatti legate numerose leggende, talvolta ispirate a reali fatti di cronaca.
Gli orridi, le gole e le forre scavate dai corsi d’acqua sono luoghi molto selvaggi, poco o nulla antropizzati, che costituiscono isole di autentico “wilderness” anche in aree profondamente trasformate dall’uomo. Per il susseguirsi di erosioni glaciali e fluviali, quasi tutte le valli laterali hanno l’aspetto di valli sospese, profondamente incise allo sbocco nella valle della Dora. L'erosione ha prodotto talora forme fantastiche, talora baratri spaventosi, uno spaccato del sottosuolo nel quale l'esperto riesce a leggere la storia della Terra. Innumerevoli le zone che si prestano a emozionanti esplorazioni nella nostra regione, ad iniziare dall’orrido di Pré-Saint-Didier in cui sgorga l'acqua calda che alimenta le vicine terme.
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Tour a TemaCinque temi a scelta per riscoprire gli antichi valori e tradizioni. È infatti possibile organizzare visite guidate all’interno dei comuni di Prè Saint Didier, Morgex, La Salle e Courmayeur, ed essere accompagnati alla scoperta dei seguenti Tour:
"tour del latte", visita ad una stalla e al deposito della "fontina";
"tour dell’acqua", visita all’Istituto Criogenico per scoprire l’allevamento dei pesci;
"tour del vino", visita ai vigneti più alti d’Europa ed alla Cave du Mont Blanc;
"tour della natura", visita all’Orrido di Prè Saint Didier e alla diga di La Salle;
"tour fotografico”, alla scoperta dei panorami più sconosciuti del Monte Bianco, pernotto in rifugi.
Cinque temi a scelta per riscoprire gli antichi valori e tradizioni. È infatti possibile organizzare visite guidate all’interno dei comuni di Prè Saint Didier, Morgex, La Salle e Courmayeur, ed essere accompagnati alla scoperta dei seguenti Tour: Col San CarloStrada Col San Carlo
L'imbocco della salita al Colle San Carlo si trova nel centro di Morgex in zona Acque Minerali, seguendo le indicazioni ARPY. Giunti nel centro di Morgex, al ponte sulla Dora (cartelli indicatori per la SR39 del Colle San Carlo), inizia la salita: attenti, nessuna possibilità di appello, nessun tratto di riposo, si soffrirà dall'inizio alla fine. Poche centinaia di metri e ci lasciamo alle spalle le ultime case di Morgex, entrando nel bosco: le pendenze sono subito sostenute (attorno al 12% nei pressi del km 1), ed è fondamentale trovare un buon ritmo dosando le proprie energie. La strada è ampia e risale con numerosi tornanti le boscose pendici della Testa d'Arpy: l'ombra non manca ed i panorami sul fondovalle e sul gruppo del Monte Bianco sono stupendi. Il traffico è molto scarso, anche nei giorni festivi.
Il tratto più ostico della salita è quello compreso tra il km 2,5 ed il km 4, dove un rettilineo con pendenze vicine al 16% ci costringe al rapporto più agile. Una bella e scrosciante cascata al km. 5 prelude ad un nuovo tratto dove le pendenze diventano più regolari e si assestano attorno al 10%. Nei pressi del bellissimo alpeggio di Arpy (km 7,6 mt 1690) la vegetazione comincia a diradarsi lasciando il posto a verdissimi pascoli: si soffre e si suda sotto il sole, ma i panorami verso la testata della valle ci fanno quasi dimenticare le difficoltà della salita. Dopo aver oltrepassato un'area attrezzata a picnic si affrontano gli ultimi tornanti e si raggiunge il Colle (km 10,5 mt 1952), incassato entro un fitto bosco di conifere. Sul versante opposto la vista spazia grandiosa sulla valle di La Thuile verso dove ci dirigeremo per la discesa del ritorno ed il Ghiacciaio del Ruitor. Dopo La Thuile prenderemo ancora in discesa verso Pre Saint Didier famosa per le Terme per poi tornare a Morgex.
L'imbocco della salita al Colle San Carlo si trova nel centro di Morgex in zona Acque Minerali, seguendo le indicazioni per Arpy. Giunti nel centro di Morgex, al ponte sulla Dora (cartelli indicatori per la SR39 del Colle San Carlo), inizia la salita: attenti, nessuna possibilità di appello, nessun tratto di riposo, si soffrirà dall'inizio alla fine. Poche centinaia di metri e ci lasciamo alle spalle le ultime case di Morgex, entrando nel bosco: le pendenze sono subito sostenute (attorno al 12% nei pressi del km 1), ed è fondamentale trovare un buon ritmo dosando le proprie energie. La strada è ampia e risale con numerosi tornanti le boscose pendici della Testa d'Arpy,
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